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Città di Castello, investimenti sull'ospedale per oltre 3 milioni di euro

Lo annuncia il sindaco tifernate, Luciano Bacchetta

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“Nell’emergenza da Covid-19 l’ospedale di Città di Castello ha fatto una coraggiosa operazione di solidarietà regionale nella prospettiva di essere valorizzato come merita e gli impegni presi dalla Regione Umbria sono importanti, perché collocano la nostra struttura sanitaria a un livello di eccellenza assoluta con investimenti su reparti nuovi e importanti che le daranno lustro, ma richiedono da parte nostra la vigilanza necessaria perché vengano pienamente rispettati”. E’ quanto ha dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta nell’intervento con cui ha risposto all’interrogazione dei consiglieri del Pd Mirko Pescari, Vittorio Massetti, Massimo Minciotti, Letizia Guerri e Luciano Tavernelli “sui tempi e la strategia per l’uscita completa dalla situazione di crisi e per la ripresa dell’erogazione ordinaria dei servizi ospedalieri” nella Fase 3 dell’emergenza da Covid-19. Con il documento, illustrato nella seduta del consiglio comunale dal consigliere Minciotti, gli esponenti della maggioranza avevano chiesto di sapere se i vertici regionali della sanità umbra stessero “condividendo le scelte operative con i rappresentanti istituzionali del territorio, in primis con il sindaco ed i dirigenti delle strutture sanitarie”, se fosse intenzione della giunta regionale “mantenere il servizio di residenza sanitaria assistenziale esternalizzato presso la Muzi Betti”, i tempi della “completa ripresa della operatività dei servizi ospedalieri sospesi per l’emergenza Covid” e le prospettive di potenziamento della rete sanitaria territoriale e ospedaliera. Il sindaco Bacchetta ha riferito in aula i contenuti di una comunicazione dell’ex commissario straordinario dell’Usl Umbria 1 Silvio Pasqui, illustrando le previsioni del piano per la fase 3 dell’emergenza da Covid-19 stilato dalla Regione, che è stato inviato al Ministero e prevede per l’ospedale di Città di Castello una serie di interventi per un investimento di oltre 3 milioni di euro complessivi:

· sulla Terapia intensiva, con l’ampliamento della disponibilità di posti Ietto all’interno dell'attuale area di terapia intensiva mediante acquisizione di dotazioni strumentali (4 posti Ietto in più) in una superficie interessata di circa 180 metri quadrati con un investimento stimato di 290 mila euro e lavori della durata di 2 mesi (esclusi affidamenti di incarichi e progettazione); la trasformazione dell’area destinata ad ambulatorio protetto in area intensiva in conformità al DPR 14/01/1997, mediante lavori di ristrutturazione e adeguamento e l’acquisizione di  6 posti Ietto, per una superficie interessata di circa 320 metri quadrati, un investimento stimato in 860 mila euro e una durata dei lavori di 5 mesi (esclusi affidamenti di incarichi e progettazione);

· sulla Terapia semintensiva, con l’adeguamento dei posti letto nella Unità Operativa di Medicina all'attività di semintensiva, sia attraverso interventi impiantistici, sia mediante l’acquisizione di 14 posti letto, di cui 8 per Pneumologia e 6 per Malattie Infettive, per una superficie interessata di circa 450 metri quadrati, un investimento stimato in 380 mila euro e lavori della durata di 2 mesi (esclusi affidamenti di incarichi e progettazione).

· sul Pronto soccorso, con l’adeguamento degli ambulatori di Cardiologia mediante interventi strutturali e impiantistici; lo spostamento dell'area cardiologica presso la sede della Medicina dello sport e la riallocazione della stessa in struttura extra-ospedaliera; la realizzazione di percorsi separati attraverso l’installazione di una pensilina in prossimità della Camera calda e di una struttura esterna per il pre-Triage. La superficie interessata dall’intervento sarà di circa 1.230 metri quadrati, per un investimento stimato in 1 milione 220 mila euro e una durata dei lavori di 12 mesi (esclusi affidamenti di incarichi e progettazione);

· sull’Oncologia, con la realizzazione di un percorso separato tra Oncologia Medica e Radioterapia, per una superficie interessata di circa 400 metri quadrati, un investimento stimato in 350 mila euro e una durata dei lavori di 5 mesi (esclusi affidamenti di incarichi e progettazione).

Il sindaco ha inoltre riferito che sono allo studio soluzioni di vario tipo per la Rsa, di cui con la realizzazione delle aree Covid al terzo piano dell’ospedale non è stata attuata un'esternalizzazione, ma si è proceduto alla collocazione dei pazienti presso il proprio domicilio, laddove possibile, o presso residenze protette, i cui posti Ietto complessivi disponibili sono stati aumentati di 6 unità. Bacchetta ha quindi fornito un resoconto delle modalità di ripresa dei servizi ospedalieri dell’ospedale di Città di Castello, “che sono stati gradualmente e tempestivamente riattivati a partire dal termine della Fase 1, con l'ingresso nella Fase 2 dell’emergenza da Covid-19, nella quale, sono stati riavviati i normali ricoveri, garantendo un numero gradualmente maggiore di posti letto, le prestazioni ambulatoriali, le attività chirurgiche programmate”. “Con l’ingresso nella Fase 3 – ha evidenziato il sindaco - si è provveduto ad aumentare la quantità di prelievi ematici eseguiti quotidianamente; aumentare le ore di apertura dei servizi per garantire un maggior numero di prestazioni ambulatoriali, mentre sono in corso le valutazioni, da parte della Regione e delle aziende sanitarie, per la definizione di un piano per il recupero di tutte le prestazioni”. Bacchetta ha riferito, in particolare, che “il Pronto soccorso ha continuato a lavorare separando i percorsi per pazienti sospetti e pazienti non sospetti di essere contagiati dal Covid-19, garantendo i tamponi a tutti i pazienti destinati a ricovero, mentre è stata ripristinata la possibilità di realizzare ricoveri programmati a reparto; l’attività chirurgica è ripartita per tutte le unità operative garantendo l’esecuzione di interventi con tre sale su cinque, per un numero maggiore di ore a sala che consente di assicurare, come previsto dalla Regione, I'80 per cento dell’attività erogata nello stesso periodo dello scorso anno”. Per quanto riguarda il Day Surgery, il primo cittadino ha preannunciato il ritorno a regime dopo la consueta chiusura estiva. Bacchetta ha, infine, chiarito che “diversamente da quanto affermato nella premessa dell'interrogazione, non sussistono problemi di spazio per le unità operative chirurgiche, né per i ricoveri ordinari, né per il Day Surgery, in quanto, nonostante la diversa destinazione del terzo piano, si stanno realizzando modifiche e miglioramento dell’organizzazione interna della struttura, tali da consentire spazi congrui a tutta l’attività chirurgica, che è stata sospesa nel periodo Covid per una precisa disposizione nazionale, ribadita a livello regionale, garantendo comunque le prestazioni urgenti, non procrastinabili e oncologiche”. “Fin dalla Fase 1 – ha rimarcato Bacchetta - sono sempre state regolarmente garantite le prestazioni dell'ambulatorio Oncologico, dell'ambulatorio di Radioterapia, del servizio di Emodialisi, del percorso Nascita, dei pazienti Pediatrici, della Rianimazione, anche con un reparto non Covid, della Cardiologia e di altre specialità mediche, mentre sono stati mantenuti i servizi di sicurezza per operatori e pazienti come il pre-Triage, per monitorare gli accessi alle strutture, e i test diagnostici per il Covid”. In sede di replica il consigliere Tavernelli ha sottolineato che “gli impegni presi dalla Regione con la comunità dell’Altotevere, con Città di Castello, sono di fondamentale importanza, perché tra circa un anno porteranno ad avere un ospedale completamente rivoluzionato, con modalità di accesso protette, sulla base dell’esperienza della gestione dell’emergenza da Coronavirus, sia per l’accesso al Pronto soccorso, che nei reparti, evitando di mescolare i pazienti Covid con quelli non Covid”. L’esponente del Pd ha chiesto “il massimo sforzo per riuscire a recuperare il 100 per cento dei servizi, perché le diagnostiche, i poliambulatori, i servizi territoriali possano ritornare a un regime pre-Covid che faceva a del nostro territorio un fiore all’occhiello della sanità regionale”. Tavernelli ha, infine, chiarito di “non ritenere una scelta troppo azzeccata l’inserimento della Rsa in un piano dell’ospedale, perché non appartiene alla medicina ospedaliera e perché abbiamo la necessità di avere più posti letto, visto che a questi corrispondono anche i finanziamenti pubblici per le strutture ospedaliere”. “La Rsa va decentrata dall’ospedale, con un progetto finalizzato a prevederla alla Muzi Betti,  che nell’emergenza da Covid si è comportata bene, a livello regionale e nazionale, non avendo avuto alcun contagio, mentre ci sono state situazioni drammatiche altrove”.

Redazione
© Riproduzione riservata
08/08/2020 11:44:09


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