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Aneurisma, cos'è e quali sono i suoi sintomi

Il trattamento dipende dal tipo, dalla dimensione e dalla posizione dell'aneurisma

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Con il termine aneurisma si indica una dilatazione della parete di un'arteria, di una vena o del cuore conseguente all'indebolimento causato da un trauma o da un'alterazione patologica.

Il tratto di parete vasale colpito dal disturbo può dilatarsi fino a rompersi, provocando così un copioso sanguinamento. Anche se non va incontro a rottura, un aneurisma di notevoli dimensioni è ugualmente pericoloso in quanto impedisce la corretta circolazione sanguigna e favorisce la formazione di coaguli o di trombi. Esso può svilupparsi in ogni parte del corpo, tuttavia le sedi principalmente colpite sono: l'aorta, le arterie cerebrali, quelle degli arti (a livello del ginocchio) e quelle viscerali (intestino, milza).

Esistono tanti tipi di aneurisma. I più comuni si localizzano a livello dell'aorta (toracica, addominale) e del cervello. I primi coinvolgono il vaso che trasporta il sangue arterioso dal cuore ai vasi periferici. La maggior parte di essi sono una conseguenza dell'aterosclerosi, ovvero una condizione in grado di indebolire le pareti del vaso sanguigno e provocare degenerazione delle zone colpite. L'aneurisma cerebrale, invece, consiste nella dilatazione di un'arteria intracranica. Tale alterazioni può essere espressione di un trauma cranico, di una malattia ereditaria congenita, di una malformazione dei vasi, di ipertensione e di aterosclerosi.

Proprio queste ultime due condizioni sono le cause più frequenti che facilitano la formazione di un aneurisma. Tuttavia esitono altri fattori predisponenti tra cui: debolezza congenita della tonaca muscolare della parete arteriosa, distruzione della componente elastica o muscolare della tonaca media, predisposizione genetica, un trauma subito dal vaso sanguigno, patologie vascolari (vasculiti, sifilide o altre infezioni). E ancora ipercolesterolemia (alti livelli di colesterolo nel sangue), fumo di sigaretta, obesità, sesso maschile, età superiore ai 60 anni, gravidanza e broncopneumopatie croniche ostruttive.

Molte tipologie di aneurisma risultano asintomatiche, almeno fino a quando non subentra una loro rottura. Qualora esso sia superficiale, può essere individuato grazie alla presenza di una tumefazione localizzata pulsante. Le manifestazioni dipendono dalla localizzazione e dall'entità del danno che interessa la parete del vaso sanguigno. Un aneurisma dell'aorta addominale, ad esempio, provocherà intenso dolore dell'addome o alla parte bassa della schiena e perdita di appetito. Vari poi i segni clinici associati ad un aneurisma cerebrale: violento mal di testa che si irradia al collo, disturbi visivi, nausea, vomito, perdita di coscienza.

Il trattamento dipende dal tipo, dalla dimensione e dalla posizione dell'aneurisma. La terapia farmacologica si prefigge lo scopo di ridurre i valori della pressione arteriosa attraverso la somministrazione di vasodilatatori o di beta-bloccanti. In assenza di sintomi, il medico può raccomandare al soggetto di sottoporsi a check-up regolari. Essi sono finalizzati all'osservazione dell'evoluzione della condizione clinica e alla valutazione di un eventuale e tempestivo intervento chirurgico. Quest'ultimo prevede tre principali approcci: la riparazione tradizionale (open), l'operazione extravascolare (clipping) e la tecnica endovascolare. La diagnosi precoce è fondamentale.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
12/03/2020 21:40:31


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