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Cinghiali, a Sestino la situazione è da bollettino di guerra

Incontro con la Coldiretti Arezzo e il sindaco Franco Dori

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Un incontro con tutta la cittadinanza, quello promosso dal sindaco di Sestino, Franco Dori e che ha visto la presenza della Coldiretti aretina ieri sera presso la Sala consiliare. All’ordine del giorno, un solo e annoso punto, quello delle problematiche legate ai lupi, ai cinghiali e a tutta la fauna selvatica, perché la cittadina è una delle zone più colpite del territorio provinciale. La riunione ha visto la presenza del Presidente della Coldiretti di Arezzo Lidia Castellucci, del Direttore Raffaello Betti e del Segretario della Zona Valtiberina Patrizio Pecorari. Il primo cittadino Dori, che nei giorni scorsi ha preso parte alla manifestazione organizzata da Coldiretti a Montecitorio, aveva anticipato la necessità di questo momento di confronto perché nel territorio comunale, la situazione è diventata da bollettino di guerra, con attacchi continui alle aziende agricole che si trovano a fronteggiare una situazione non più sostenibile, tematica che colpisce anche i cittadini, che temono per la propria incolumità. Lo stato di disagio nel quale il comune vive, il Sindaco nei mesi scorsi,  lo ha riassunto in alcune lettere indirizzate più volte alla Regione Toscana e ai Carabinieri Forestali. “Nella dorsale appenninica le popolazioni di cinghiali guadagnano terreno rispetto alla presenza umana – ha spiegato il Presidente Castellucci - con una concentrazione media di un animale ogni cinque abitanti, in una fascia territoriale segnata già dalla tendenza allo spopolamento per l’indebolimento delle attività tradizionali. Dietro questa problematica emergono tre concetti chiave che non ci possono lasciare indifferenti – ha proseguito poi il Presidente – e sono la salute, la sicurezza delle persone e la tutela delle imprese agricole e quindi del territorio, questi sono aspetti che non possono lasciare indifferenti le istituzioni così come abbiamo ribadito nei giorni scorsi a Roma quando abbiamo denunciato la situazione drammatica che vivono le nostre campagne”. A rendere la situazione ancora di più incancrenita in una condizione di stallo, la sospensione dei prelievi selettivi di cui all’art. 37 della legge regionale, disposta a seguito di un infortunio. Senza alcuna azione di limitazione le problematicità andranno a cicatrizzarsi nel profondo, in un luogo enormemente ferito e lacerato con gli agricoltori e gli allevatori che ogni giorno si chiedono se andare avanti con la propria attività o se chiudere tutto e abbandonare una zona, quella montana, già disagiata e marginale.

 

Redazione
© Riproduzione riservata
13/11/2019 14:49:01


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