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Otto diari finalisti al Premio Pieve 2026, domenica il vincitore

E' anche la giornata dei Premi speciali edel Premio Città del diario

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domenica 20 settembre è la giornata dei Premi speciali, del Premio Città del diario, degli otto diari finalisti al Premio Pieve 2026 alle 9:30 la Commissione di lettura coordinata dalla direttrice dell’Archivio Diaristico Natalia Cangi incontra i diaristi della lista d’onore, autori di testi degni di nota ma non entrati in finale: Carla Borghetto scelta da Rosanna Innocenti e Maria Zucca, Alessandro Brilli scelto da Marco Rondoni e Carlo Fabbri, Peter Hartmann scelto da Valeria Landucci e Antonio Magiotti, Stefano Innocenti scelto da Giulia Mori, Mirella Luiz Vieria scelta da Ivana Del Siena e Luisa Oelker, Paola Lancellotti scelta da Patrizia Dindelli, Domenico Lannutti scelto da Giada Poggini e Marco Vecchiattini, Gennaro Pagano di Melito scelto da Natalia Cangi. Nel corso della mattinata saranno inoltre consegnati i Premi speciali: Premio Giuseppe Bartolomei attribuito all’epistolario La mia America, 1970-1999 di Anna Maccari White, e il Premio per il miglior manoscritto originale, attribuito ex-aequo a Piccolo archivio di una giovinezza diario 1941 1949 di Paola Lancellotti e a Chiaroscuro, memoria 1921-1945 di Bruno Masnaga. Brani dagli scritti saranno letti e interpretati da Donatella Allegro e Andrea Biagiotti, commento musicale della Pieve Jazz Big Band. Alle 16:00 è il momento del Premio Città del diario, quest’anno attribuito a Lella Costa attrice, scrittrice, drammaturga, per il suo straordinario lavoro sulla memoria, e consegnato durante la presentazione degli Otto racconti autobiografici finalisti al Premio Pieve 2026. L’appuntamento, condotto da Guido Barbieri e Monica D’Onofrio affiancati da Paola Roscioli e Mario Perrotta per le letture, sarà trasmesso in differita il 22 settembre alle 20:45 da Rai Radio3. Gli otto finalisti in concorso diari, autobiografie, memorie, in un ampio arco temporale che arriva ai nostri giorni partendo dalla fine del XIX secolo: da Placido Priscimone – siciliano, contadino dall’età di cinque anni, giovane soldato nella Prima guerra mondiale, agricoltore al suo ritorno alla vita civile, che descrive una Sicilia sopraffatta dal brigantaggio, le esperienze al fronte fino alla ritirata di Caporetto, il suo arresto per un amore contrastato- fino al lombardo Nicolò Augelli, che affida alle pagine della sua autobiografia la storia di riscatto di un uomo che, per abuso di sostanze, finisce in una comunità, dove si sta costruendo la propria via di fuga dall’incendio della sua vita, grazie alla potenza terapeutica della scrittura. Nel mezzo ritroviamo ricordi e testimonianze dalle trincee delle Guerre mondiali nelle migliaia di foglietti del veneto Mario Barbieri, che compone uno squarcio significativo sulla storia del nostro paese, sul perché il fascismo, affermatosi con la violenza, raggiunse negli anni ‘30 un consenso quasi generale. Dagli anni della Seconda guerra arrivano anche i racconti di due giovani donne: Angela Coletta, staffetta nella Resistenza lombarda al fianco dei tanti partigiani che hanno combattuto in prima linea; e Olga Ajello, sola con due figli piccolissimi ad Addis Abeba, dopo che il marito è stato fatto prigioniero affronta un viaggio complesso verso la città di Pola attraverso i campi di concentramento inglesi, per imbarcarsi sulla Saturnia, una delle Navi bianche che rimpatriavano i civili italiani dall’Africa Orientale. Storie e ricordi di viaggio in contesti differenti, nei resoconti degli altri tre autori in concorso: è l’erede di una famiglia nobile napoletana Fernanda Capece Minutolo, determinata a portare in Portogallo, di nascosto, la bandiera sabauda a Umberto II, ormai ex sovrano, all’indomani del Referendum in cui il popolo italiano ha scelto la Repubblica; Patrizia D’Alterio, origini bolognesi, cooperante internazionale anche per amore della Colombia dove è nata e ha vissuto, intreccia la storia della sua famiglia e di suo fratello, vittima di un destino tragico, con la storia del Paese centro-americano, riportando con straordinaria efficacia le tensioni sociali, le guerriglie, lo strapotere dei narcotrafficanti; infine Nedal Cini Al Zyod, italiano di origini giordane, di una famiglia di beduini palestinesi profuga in un paese di profughi durante la guerra della Giordania contro OLP. In Italia dal 1985, Nedal diventa neuropsicologo. Ma il suo viaggio è principalmente l’accettazione di sé stesso, della sua omosessualità, del giudizio da parte degli altri, dell’amore.

Redazione
© Riproduzione riservata
19/09/2026 10:52:39


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