Camera di Commercio dell'Umbria: Cresce il benessere ma non il Pil

Il commento di Vallasciani (ORA! Umbria): accontentarsi è pericoloso
Il quadro delineato dalla Camera di Commercio sembra paradossale, in quanto si affianca a una crescita del PIL inferiore del 13% alla media nazionale, un indice complessivo di benessere molto più della media nazionale e delle vicine regioni del Centro. Quindi abbiamo, da un lato, un’economia che si contrae, la cui ripresa dalla crisi pandemica e, ancor prima, da quella del debito sovrano, rimane molto modesta; dall’altro lato abbiamo dei dati promettenti che, pur considerando un’ampia gamma di fattori, ci mostrano che le infrastrutture immateriali dell’Umbria, relative a salute, istruzione, lavoro, relazioni sociali e servizi, non solo tengono il passo, ma registrano numeri positivi. Dato sicuramente positivo è la fiducia nelle istituzioni e una forte partecipazione alla vita pubblica, con valori oltre la media italiana e un’affluenza alle europee di 10 punti superiore alla media nazionale. Attenzione, però, a non consolarsi nella qualità della vita. I dati, motivo di orgoglio, non devono diventare un alibi per la politica per continuare a sottrarsi dalla sua funzione di guida, soprattutto con prospettive all’orizzonte per l’Umbria tutt’altro che rosee, che hanno a che fare con la crescita economica e la demografia. Troppo spesso il dibattito regionale rischia di cadere in una romanticizzazione del piccolo borgo, della cultura delle microimprese, spesso a trazione familiare e di una crescita modesta, di cui ci si accontenta. ORA! nasce con l’obiettivo di rappresentare gli interessi di quei gruppi sociali produttivi gravati da una pesante erosione fiscale, aggravata dall’inefficienza dello Stato che si somma come un costo invisibile, che vengono danneggiati da queste narrazioni che fanno passare per positiva una situazione di decrescita o stagnazione. Per questo motivo, per noi la battaglia politica è prima di tutto una battaglia culturale. Siamo l’unico partito che guarda alla crescita economica in senso organico, rappresentando tanto gli interessi del mondo produttivo quanto quelli del lavoratore dipendente, che da un utilizzo di tecnologie avanzate, che riducono peso e aumentano la produttività del lavoro, e da una crescita economica distribuita ci guadagnerebbe, non solo in termini salariali ma anche di reale mobilità sociale. Ma per farlo è indispensabile prendere coscienza del declino italiano, di cui le regioni meno sviluppate, tra cui anche l’Umbria (certificato dalla Z.E.S.), risentono maggiormente. E se giustamente la Camera di Commercio sostiene che questi risultati non sostituiscano capitale, innovazione e competenze, ma possono contribuire al suo sviluppo, noi provocatoriamente diciamo che non si potrebbe comunque sostituire un qualcosa che non c’è. Abbiamo bassi livelli di innovazione, concentrata su tecnologie tradizionali, quasi assente nel digitale. Il comunicato continua ponendosi una domanda fondamentale: se l’Umbria dispone di un capitale sociale e istituzionale superiore alla media, come mai questo non produce abbastanza crescita? Per noi la risposta è semplice: mancano le condizioni, le quali non possono essere garantite solo dalla gestione regionale, ma necessitano anche di riforme nazionali. In particolare, penso alla riforma dell’università che gioverebbe molto all’Umbria, la quale ne potrebbe fare il vero motore di sviluppo e innovazione, capace di attrarre talenti e far sì che rimangano, grazie alle opportunità offerte, a vivere qui. La proposta di ORA! è di: renderle competitive tra loro, con finanziamenti legati maggiormente alla quota premiale, basata sulla qualità della ricerca e della didattica; garantire piena autonomia finanziaria e salariale agli atenei, favorendo la trasformazione in fondazioni; puntare a un’università quasi gratuita, con tasse flat minime; facilitare la nascita di spin-off e la collaborazione diretta tra docenti e imprese per il trasferimento tecnologico nel mercato. Dunque, i dati sulla qualità della vita in Umbria devono essere un incentivo a migliorare. Provate a immaginare una regione con un’alta qualità della vita, con le istituzioni che funzionano, quanto potrebbe essere attrattiva, e tornare a crescere demograficamente, se solo avesse da offrire lavoro qualificato, ben retribuito, possibilità di carriera e una diffusa crescita economica? ORA! nasce esattamente per questo. Nasce come società civile organizzata che vuole riprendere in mano il proprio futuro.

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