Il Consiglio di Stato boccia il ricorso della Regione Umbria sul dimensionamento scolastico

Marchetti (Lega): “Smascherata definitivamente la propaganda della sinistra umbra”
“La decisione del Consiglio di Stato ha smascherato definitivamente la propaganda della sinistra umbra sul dimensionamento scolastico. Il ricorso presentato dalla Regione Umbria è stato dichiarato inammissibile: non respinto nel merito, ma giudicato uno strumento del tutto inadeguato. Un passaggio che certifica con chiarezza un dato politico: sulla vicenda del dimensionamento scolastico la giunta Proietti e l’assessore Barcaioli hanno gestito l’intera partita nel modo peggiore possibile, tentando di scaricare sul Governo nazionale responsabilità che erano, in primo luogo, della Regione. La verità è semplice: la Regione era chiamata a decidere, ma non lo ha fatto. L’inerzia dell’amministrazione regionale ha finito per determinare il commissariamento dell’Umbria e per penalizzare Città di Castello. Altro che difesa del territorio, altro che battaglia per la scuola pubblica: siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una sinistra che, per convenienza politica e per timore di assumersi responsabilità concrete, ha sacrificato l’Alta Valle del Tevere. I fatti parlano con chiarezza. Il dimensionamento inizialmente interessava altri territori. Poi, a causa dell’immobilismo della Regione, il conto è stato presentato anche a Città di Castello, mentre Terni è rimasta esclusa. E allora la domanda, prima ancora che amministrativa, è inevitabilmente politica: perché? Perché ancora una volta a pagare deve essere Città di Castello? Perché l’Alto Tevere continua a essere considerato sacrificabile?
L’assessore Barcaioli oggi tenta ancora di arrampicarsi sugli specchi richiamando aspetti procedurali e sostenendo che la partita sarebbe ancora aperta. Ma la sostanza è ben diversa. Quando si imbocca una strada giuridica sbagliata, quando si persegue una linea confusa e si preferisce la propaganda alla responsabilità di governo, il risultato non può che essere quello che oggi tutti vedono: un pasticcio istituzionale che ha prodotto commissariamento, caos e danni per il territorio. Su questa vicenda la sinistra ha inoltre cercato, in modo del tutto strumentale, di confondere il tema del dimensionamento con quello della ricostruzione della scuola Dante Alighieri. Anche su questo punto, tuttavia, la realtà è emersa con chiarezza. Per la Dante Alighieri mi sono attivato concretamente, individuando insieme al ministro Valditara il percorso per garantire le risorse necessarie alla ricostruzione. Ho lavorato per offrire una soluzione reale a famiglie, studenti e personale scolastico, mentre a sinistra si preferiva alimentare polemiche sulla pelle della città. La Dante Alighieri meritava risposte concrete, non slogan. Città di Castello meritava serietà, non scaricabarile. E oggi, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, appare ancora più evidente chi ha lavorato per risolvere i problemi e chi, invece, ha contribuito ad aggravarli. La responsabilità politica di quanto accaduto ha nomi e cognomi: Fabio Barcaioli e Stefania Proietti. La loro indecisione, la loro debolezza politica e l’incapacità di difendere davvero il territorio hanno fatto sì che Città di Castello pagasse il prezzo delle paure e degli equilibrismi della sinistra regionale. Noi continueremo a difendere Città di Castello con serietà, determinazione e risultati, senza propaganda e senza prendere in giro i cittadini”.
Così in una nota il deputato della Riccardo Augusto Marchetti, Segretario della Lega Umbria

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