Cna, l’impresa parla al femminile: ad Arezzo quasi una su quattro è guidata da donne

I dati della Camera di Commercio fotografano un’imprenditoria femminile solida e trasversale
Quasi un’impresa su quattro nella provincia di Arezzo è guidata da una donna. È quanto emerge dai dati della Camera di Commercio di Arezzo, che fotografano un tessuto economico nel quale l’imprenditoria femminile continua a svolgere un ruolo centrale, nonostante una progressiva riduzione del numero complessivo delle attività registrate negli ultimi cinque anni.
Nel 2025 le imprese femminili attive sono 8.282 su un totale di 35.023, pari al 23,6%. Una percentuale rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 2021, quando le imprese guidate da donne erano 8.724 su 36.962, con la stessa incidenza del 23,6%. Un dato che, al di là della flessione numerica, conferma la solidità e la tenuta della componente femminile, presente trasversalmente in tutti i settori dell’economia locale.
«L’imprenditoria femminile rappresenta una risorsa fondamentale – sottolinea Elisa Cencini, presidente del Comitato Impresa Donna – non solo per il valore economico che genera, ma anche per il contributo sociale e culturale che offre. Dietro ogni impresa c’è una storia di impegno, competenza e coraggio».
«Raccontare queste storie – aggiunge – significa valorizzare non solo le singole esperienze, ma il ruolo complessivo dell’imprenditoria femminile nel nostro territorio. Sono storie di coraggio, impegno e futuro».
In occasione della Giornata internazionale della donna, Cna Arezzo vuole raccontare l’imprenditoria femminile attraverso il racconto delle esperienze di alcune imprenditrici associate che operano nel territorio. L’obiettivo è mettere in luce il contributo delle donne allo sviluppo economico locale e il valore dell’impresa come strumento di realizzazione professionale e personale.
Tra le storie che raccontano il volto dell’imprenditoria femminile aretina c’è quella di Linda Del Gamba, giovane imprenditrice e fondatrice, insieme alla socia Eleonora, di una start-up tutta al femminile nata all’inizio del 2026. Un progetto che prende forma dopo un lungo percorso di formazione e riflessione personale e che sceglie di investire nella cultura come leva di sviluppo. Servizi editoriali, promozione della lettura e organizzazione di eventi culturali sono al centro di un’iniziativa che punta a riportare il libro e la scrittura al cuore della vita sociale del territorio. Un esempio di impresa che nasce dalla passione, cresce grazie alle competenze e guarda al futuro con l’obiettivo di costruire un ecosistema culturale stabile ad Arezzo, capace di generare valore non solo economico ma anche sociale.
«Essere una start-up tutta al femminile non è stata una scelta strategica, ma naturale. Speriamo però che l’imprenditoria femminile venga sempre più riconosciuta e valorizzata».
Altro esempio significativo è Piccini energy srl, realtà protagonista di un passaggio generazionale tutto al femminile: un’impresa ereditata dal padre e oggi guidata da madre e figlia, simbolo di continuità, responsabilità e capacità di innovare nel solco della tradizione.
Piccini Energy è una storia di impresa che attraversa tre generazioni e parla sempre più al femminile. Fondata nel 1968 dal padre dell’attuale titolare Antonella, l’azienda ha visto nel tempo un lungo affiancamento familiare e, dopo la scomparsa del fondatore nel 2018, ha proseguito il proprio percorso con determinazione e visione, fino ad arrivare oggi alla terza generazione, con il coinvolgimento delle figlia.
Il core business resta quello dei carburanti, con la gestione di impianti di distribuzione di benzina, gasolio, GPL e metano, affiancata dal trasporto carburanti.
“Operiamo in un settore tradizionalmente maschile, ma abbiamo dimostrato che competenza e determinazione non hanno genere. Con mia figlia e i nostri collaboratori vogliamo continuare a far crescere un’impresa solida, radicata nel territorio e capace di creare valore e opportunità per tante persone”.

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