Presentato alla libreria Feltrinelli di Arezzo il volume “Preziose impronte”.

Si tratta del quarto volume realizzato dalla Banca di Anghiari e Stia
Venerdì 27 febbraio alle 18 sarà presentato alla libreria Feltrinelli di Arezzo il volume “Preziose impronte”. Si tratta del quarto volume realizzato dalla Banca di Anghiari e Stia, nata come Cassa Rurale di Anghiari il 13 agosto 1905, per celebrare i 120 anni di vita. La pubblicazione di pregio racconta il territorio attraverso i volti e le storie delle persone che qui hanno deciso di fare impresa.
L’ambizioso progetto editoriale è realizzato grazie alle foto di Giovanni Santi, i testi di Andrea Merendelli, la grafica e impaginazione Andrea Valbonetti e la disponibilità di una cinquantina di aziende clienti e socie della Banca. In questo volume sono presenti: Beoni Preziosi, Italpreziosi, Nicol Preziosi, Calzaturificio Alfa, Ecosanit e Prosperine.
La dichiarazione di Giovanni Santi: “Con il quarto volume di "120. Volti e storie intra Tevero et Arno" si raccontano due realtà economiche tradizionali del nostro territorio: il mondo dei preziosi e quello delle calzature. Sono due attività economiche che in passato, ma ancor oggi, hanno inciso profondamente nella realtà sociale della nostra provincia rendendola leader a livello nazionale e internazionale. Queste attività hanno subito negli ultimi decenni delle profonde trasformazioni sia in quantità che in qualità tecnologica, tuttavia le aziende che abbiamo incontrato hanno saputo affrontare i vari problemi posti dalla modernità. La scelta è stata ben chiara: l'innovazione costante non può e non deve far a meno della tradizione, nel territorio, nella sua gente. Qui e non altrove, sembra essere il loro motto. Questo è un leitmotiv che è presente spesso anche in molte altre realtà che abbiamo già incontrato nei volumi precedenti. D'altronde sono competenze e sensibilità che si tramandano non solo dai padri ma spesso da generazioni più lontane. Abbiamo ancora incontrato -senza mai stancarci- persone veraci, schiette, senza infingimenti, d'altro canto in tutte le storie sin qui raccontate sia con le mie foto che con le narrazioni di Andrea, questa è la caratteristica che più emerge con evidenza. Devo dire, da indigeno e da uomo-con-la-macchina-fotografica, che questo mi fa molto piacere.”
Le parole di Andrea Merendelli: “La forma e la sostanza. I piedi e i metalli preziosi. In cerca delle radici dell'Etruria, abbiamo trovato artigiani che sembrano venire da questa sapienza millenaria, elaborata nella costante presenza di un genius loci che la società industriale ha solo accelerato e distribuito nel mondo, oltre gli oceani un tempo ignoti. Quei metalli cari agli Etruschi sono diventati prodotti raffinati e popolari. I calzari hanno preso le strade della moda e del benessere, e le fotografie, a guardarle bene, hanno una filigrana che viene da lontano. È un onore essere indagatori discreti di tutto questo, per restituirlo agli altri.”

Commenta per primo.