Continui blackout dell’ illuminazione pubblica a Pieve Santo Stefano: perché?

Il Corsaro: Il sindaco risponda. Altrimenti si dimetta.
Continuano i blackout dell’ illuminazione pubblica a Pieve Santo Stefano seguiti alla più lunga interruzione di energia elettrica pubblica nella storia dei comuni italiani
Decenza istituzionale vorrebbe almeno scuse pubbliche e annuncio di urgenti e rapidi rimedi concreti. In due parole: senso di responsabilità. Invece presunzione e bugie debordano con addirittura un manifesto a spese di tutti per dire che dopo oltre 40 anni di amministrazione Bragagni-Marcelli ora “Governare significa scegliere e non rinviare”. Il sindaco di Pieve Santo Stefano raddoppia alle accuse della minoranza politica in consiglio comunale, come se la popolazione fosse sotto farmaci pesanti, inebriata dalle chiacchiere, spesso vuote, di chi cerca di arrampicarsi sugli specchi per nascondere le proprie gravi mancanze. Addirittura chiedendo ai compaesani “pazienza”, per almeno un altro anno di buio a singhiozzo nel paese e nelle frazioni. Surreale. Inaccettabile.
Breve riepilogo: Pieve ha vissuto nelle settimane scorse un blackout totale dell’illuminazione pubblica che per durata non ha precedenti in nessun altro comune italiano: 16 giorni. E oggi procede a singhiozzo: una notte è buio totale di qua e quella dopo di là. Frazioni comprese.
Pesanti disagi non sono mancati e non mancano: aumento di furti e incidenti non solo agli anziani. E ora viene chiesto ai pievani dal loro primo cittadino, a nome dell’amministrazione comunale, di “avere pazienza ancora per un annetto” stendendo una coltre di silenzio su quanto accaduto e su a chi ne vanno addebitate le responsabilità?
Il Corsaro-Aps non fa politica e non entra nelle “beghe” della politica, ma cerca soltanto di difendere i diritti dei vessati, di riportare verità e giustizia là dove sono state dimenticate o calpestate.
Per questo annunciamo che ai nostri legali è stato concesso mandato, col supporto di alcune decine di firme, di valutare se sussistono in questo caso i requisiti per una Class Action contro Hera e l’attuale amministrazione comunale che ha firmato due anni fa con quella società un contratto di ben nove anni nove (sic).
Il tutto accompagnato da alcune urgenti richieste che rilanciamo pubblicamente al sindaco e ai suoi compagni di cordata:
1) Chiarire se l’Amministrazione abbia contestato formalmente il grave disservizio al fornitore e, in caso affermativo, con quali atti e in quali tempi
2) Verificare e applicare le penali contrattuali previste dal Capitolato Tecnico e dalle Condizioni Generali della Convenzione Servizio Luce
3) Adottare misure organizzative e di controllo volte a prevenire il ripetersi di analoghi episodi, garantendo trasparenza informativa verso il Consiglio comunale e la cittadinanza
Il sindaco di Pieve risponda. Altrimenti si dimetta.

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