Trentaduesima edizione della cerimonia di premiazione dei giostratori del Saracino

Sono poi stati premiati tutti i giostratori, riserve e titolari
Questa mattina si è svolta la trentaduesima edizione della cerimonia di premiazione dei giostratori. Nel Chiostro di Palazzo Comunale l’assessore allo sport e politiche giovanili Federico Scapecchi ha premiato i giostratori protagonisti delle due edizioni della Giostra del Saracino e delle Prove Generali del 2025, alla presenza dei rettori dei quartieri.
Dopo l'introduzione dell'assessore ha preso avvio la solenne cerimonia con la consegna del Premio “Fulvio Tului”, giunto all’undicesima edizione e consegnato ai quartieri che hanno sfilato meglio nelle edizioni 2025 della Giostra del Saracino: Porta del Foro a giugno, Porta Sant’Andrea a settembre. Presenti alcuni dei giudici del Premio Tului ai quali è stata assegnato un attestato in segno di riconoscimento.
Sono poi stati premiati tutti i giostratori, riserve e titolari. I giostratori che hanno partecipato alle Prove Generali sono stati premiati con le pergamene, mentre i titolari hanno ricevuto le medaglie d’argento create sulle cere realizzate dagli studenti dell’Istituto Tecnico e Professionale di Arezzo – Sezione Orafi che riprendono il tema della dedica di ogni edizione della Giostra. Assegnato dunque un riconoscimento al dirigente scolastico Renzo Izzo, alle docenti Silvia Bennati, Aurora Peruzzi e Martina Scala e alle studentesse Marta Falsetti e Rita Bozza.
Giostratori esordienti premiati.
Per Porta Crucifera: Gianmatteo Marmorini, Niccolò Nassi
Per Porta del Foro: Niccolò Scarpini, Giulio Vedovini
Per Porta Sant’Andrea: Matteo Bruni, Leonardo Tavanti, Elia Verni
Per Porta Santo Spirito: Elia Pineschi, Niccolò Pineschi, Elia Taverni
Giostratori titolari premiati:
Per Porta Crucifera: Gabriele Innocenti, Lorenzo Vanneschi
Per Porta del Foro: Francesco Rossi, Matteo Vitellozzi
Per Porta S.Andrea: Tommaso Marmorini, Saverio Montini
Per Porta S.Spirito: Elia Cicerchia, Gian Maria Scortecci
La cerimonia è proseguita con l'assegnazione del riconoscimento alla carriera che quest'anno è stato attribuito a Eugenio Vannozzi
Giostratore plurivittorioso, Eugenio Vannozzi ha esordito in Giostra il 2 settembre 1973 con i colori di Porta del Foro conquistando due lance d’Oro nel 1974 e nel 1977. Ma è con il quartiere di Porta Crucifera che ha legato indissolubilmente il proprio nome come il padre Arturo prima e il figlio Alessandro poi. 33 le Giostre corse nella sua carriera, 11 con Porta del Foro e 22, dal 1982 al 1996, con indosso i colori rossoverdi per i quali ha conquistato sette vittorie tutte in coppia con Marco Filippetti. Memorabile la sua ultima Giostra del 16 giugno 1996 insieme al figlio Alessandro il quale ha poi vestito i colori di Porta Crucifera fino al 2016. Straordinario esempio di passione e impegno quello della famiglia Vannozzi che ha attraversato le generazioni dagli anni ’30 fino ai giorni nostri.
Le Prove Generali 2025, saranno corse giovedì 18 giugno in memoria di Assuero Pieraccini e venerdì 4 settembre in memoria di Roberto Doro.
Assuero Pieraccini
Figura di riferimento della Giostra del Saracino degli ultimi settant'anni, Assuero Pieraccini è considerato uno dei padri fondatori della Giostra dell'epoca moderna. Quartierista di Porta Santo Spirito, ha fatto il suo ingresso nel quartiere gialloblu nel dopoguerra vestendosi come figurante per la prima volta nel 1949. Capitano e rettore plurivittorioso, ha ricoperto la carica di capitano dal 1957 al 1966 conquistando quattro lance d'oro e altrettante ne ha conquistate in qualità di rettore di cui ha vestito gli abiti ininterrottamente dal 1974 al 1993.
Personalità carismatica, amata e rispettata da tutti e quattro i quartieri, è stato coordinatore di regia per dieci anni, dal 2003 al 2012 e successivamente magistrato. Figura stimata da tutta la città non solo per gli incarichi giostreschi, Pieraccini è stato dirigente della Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio ricoprendo ruoli di massima importanza all'interno dell'istituto di credito aretino. Membro del Panathlon Arezzo è stato presidente del club locale e governatore per il Centro Italia. Autorevole guida anche per le nuove generazioni, custode di memorie preziose, Pieraccini ha lasciato una profonda eredità morale alla Giostra del Saracino e a tutta la città.
Roberto Doro
Quartierista e socio onorario di Porta del Foro e figura conosciuta e stimata da tutto il mondo giostresco, Roberto Doro, è entrato a far parte del direttivo giallocremisi negli anni ’70 ricoprendo per molti mandati, fino al 2007, la carica di consigliere. Maestro d’Arme, lucco, addetto ai cavalli, tanti i ruoli da lui rivestiti in Piazza Grande così come i progetti a cui ha collaborato: la realizzazione della copia della Chimera, il restauro del portone di San Lorentino, gli eventi con le vecchie glorie del Quartiere, il museo, l’archivio storico, il “Grembiulino giallocremisi” di cui è stato un precursore quando ancor prima della nascita dell’iniziativa riceveva le scolaresche nella sede storica e, con l’investitura di un piccolo cavaliere, conquistava l’attenzione di tutti contribuendo a diffondere la conoscenza della Giostra ed il senso di appartenenza. Disponibile ad ogni richiesta, sempre pronto a un consiglio sincero, profondo conoscitore della storia della nostra città e del suo quartiere, Roberto Doro aveva il dono, raro, di saper coinvolgere tutti, grandi e piccoli: lo ricordiamo davanti alla Chimera mentre ne raccontava la storia con quella passione che sapeva accendere gli occhi di chi ascoltava.
Infine sono state annunciate le dediche delle Lance d’Oro che i quartieri si contenderanno in piazza Grande in occasione delle due edizioni 2026 del Saracino.
La Lancia d’oro della Giostra di San Donato, sabato 20 giugno, sarà dedicata alla Unoaerre, già Gori & Zucchi, nel centenario della sua fondazione.
Era il 15 marzo 1926 quando dalla brillante intuizione di Leopoldo Gori e Carlo Zucchi nacque ad Arezzo il laboratorio orafo artigiano “Gori & Zucchi”, una sfida professionale che si rivelò vincente trasformando ben presto quel piccolo fondo di via di Seteria nella più grande manifattura orafa d’Europa. Fu la prima industria orafa della provincia di Arezzo a vedere la luce e proprio per questo ricevette, nel 1935, il marchio 1Ar che divenne da lì in poi, per esteso, il nome con cui l’azienda è divenuta famosa nel mondo. Una storia imprenditoriale di straordinario successo che ebbe ricadute altrettanto straordinarie sulla città in termini di occupazione, ricchezza e identità. Unoaerre è stata per decenni l’incubatrice di un ceto di grandi, medi e piccoli imprenditori nel settore dei metalli e delle pietre preziose che hanno fatto di Arezzo la “Città dell’Oro”. Oggi l’azienda, tra le maggiori espressioni del made in Italy nel mondo, festeggia un secolo di storia sotto la guida della famiglia Squarcialupi.
La Lancia d’Oro della Giostra della Madonna del Conforto, domenica 6 settembre, sarà dedicata ai 750 anni dal Conclave che si svolse ad Arezzo il 21 e 22 gennaio 1276 dopo la morte di Papa Gregorio X.
Il 21 e 22 gennaio 1276 la Chiesa di San Domenico ospitò quello che è ritenuto il primo conclave della storia pontificia. A seguito della morte di Papa Gregorio X che, malato, di ritorno dal concilio di Lione fu costretto a fermarsi ad Arezzo dove trovò la morte il 10 gennaio 1276, la città ospitò l’assemblea nella quale tredici porporati riuniti in clausura elessero al Soglio di Pietro Papa Innocenzo V. Primo conclave svoltosi senza che i cardinali potessero avere contatti con l’esterno, fu lo stesso Gregorio X durante il Concilio di Lione a promulgare la costituzione apostolica “Ubi Periculum“ la quale stabiliva rigide norme volte ad evitare che la riunione cardinalizia per l’elezione del nuovo Papa si protraesse troppo a lungo e che si svolgesse nel luogo di morte del Pontefice.
Al termine della cerimonia i Musici della Giostra hanno eseguito l’Inno del Saracino e a seguire sono stati scoperti i tabelloni con i punteggi marcati dai giostratori che hanno sfidato il Re delle Indie nelle due edizioni del Saracino dello scorso anno.

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