A Pieve Santo Stefano un pomeriggio dedicato alla figura di Giuseppe Collacchioni

L'appuntamento dei 6 dicembre è promosso dall'associazione Il Corsaro
Giuseppe Collacchioni (1926-1986) è un nome sconosciuto ai più, fuori da Pieve Santo Stefano. Ma si tratta di un poeta che ha scritto decine di pubblicazioni, per lo più con piccoli editori o autoprodotte, che ha persino un celebre mentore nel famoso scrittore Giovanni Papini che dei suoi testi scrisse al padre nel lontano 1948:” Caro amico… nei suoi versi ho trovato una singolare sensibilità e anche alcune felici immagini… E’ certo che vi siano in Giuseppe evidenti attitudini alla lirica”.
A ricordare il Collacchioni poeta in tempi più recenti furono Andrea Franceschetti e Lamberto Palazzeschi, quando l’ assessorato alla Cultura della “Città del diario” aveva persino una collana di pubblicazioni denominata “Perle della Valtiberina” (2004/2014), pubblicando “Come dipinti contemplati al crepuscolo”, una raccolta di testi del poeta pievano che partono dal 1946 e arrivano fino al 1983 e sono raccolti in due libri “La lunga via” e “Nelle stanze del passato”. Testi che sono gelosamente conservati, oltre che dalla famiglia Collacchioni, nella biblioteca pievana Pannilunghi-Fontana, un’altra associazione che dà lustro ad una cultura mai sopita nel paese natale dello statista Amintore Fanfani.
“Oggi, a rispolverare una memoria che rischia di perdersi nei meandri della ludopatia digitale e della pubblica disattenzione – afferma neppure troppo sarcasticamente Stefano Mencherini, autore e giornalista indipendente - ci proviamo noi” con l’Associazione culturale di promozione sociale senza scopo di lucro “Il Corsaro”.
Con un pomeriggio dedicato al Giuseppe Collacchioni poeta il sei dicembre prossimo, infatti, l’associazione pievana di recente costituzione che ha già svolto (ed altri messo in cantiere) tra Pieve Santo Stefano e Anghiari numerosi eventi culturali di successo, ha deciso di tenere nella locale sede delle Acli gentilmente concessa dal parroco di Pieve don Carlos Ardila, una giornata di letture e testimonianze di chi ha conosciuto e apprezzato il poeta pievano.
E questo è solo l’inizio, assicurano i soci, di una nuova serie di iniziative del Corsaro dal titolo “Pieve per i pievani”, sempre nel solco del risveglio di quella “partecipazione attiva” che l’associazione ha nel proprio Dna, come obiettivo, dalla sua nascita.

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