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Ex-chiosco di Campo di Marte ad Arezzo oppure su Marte?

Il commento del Movimento 5 Stelle aretino

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Chi sarà quell’imprenditore che dovrebbe partecipare ad un bando dove, tra le altre cose, c'è una clausola che prevede di farsi carico anche della sistemazione di una difformità edilizia, trovando un accordo con un terzo soggetto ossia le Ferrovie?

Se avessimo segnalato problemi sul pianeta Marte, oggi avremmo una soluzione che, invece, non riusciamo neanche a intravedere per l’ex-chiosco di 50 metri quadrati, situato a Campo di Marte ad Arezzo.

Ma andiamo in ordine.

Anche se lo stato di abbandono dell’immobile risulta essere molto più vecchio, facciamo partire le vicissitudini dell’ex-chiosco di Campo di Marte dal 13 luglio 2019, data in cui il servizio Patrimonio del Comune di Arezzo ha risposto ad una mail di un residente della zona, il quale chiedeva informazioni sullo stato di questo immobile. La risposta di allora fu ineccepibile, in quanto il chiosco non poteva essere dato in gestione a terzi, né per finalità socio-culturali, né per finalità commerciali, in quanto sarebbe servito un procedimento amministrativo ad evidenza pubblica (bando) finalizzato alla selezione e all’individuazione del soggetto che potesse beneficiare del bene immobile medesimo.

Da quel momento abbiamo presentato un atto di indirizzo, purtroppo bocciato dalla maggioranza, un’interrogazione orale ed un’interrogazione scritta, al fine di sbloccare la situazione, ma ogni azione ha avuto esito negativo. Non è servito neppure suggerire all’amministrazione comunale alcune idee su come impiegare l'immobile: ci riferiamo alla possibilità di farci un presidio della Polizia Municipale oppure utilizzarlo per una “casetta dell’acqua”.

Trascorsi più di tre anni, lo stato materiale dell’immobile è ovviamente peggiorato in quanto l’amministrazione comunale, proprietaria dello stesso, non vi ha effettuato nessun lavoro di manutenzione ordinaria né tantomeno straordinaria.

Secondo noi, la sicurezza di un luogo non si garantisce solo con i controlli delle forze dell’ordine, ma creando le condizioni affinché quel luogo-spazio venga vissuto e, per fare ciò, occorre che lo stesso venga tenuto almeno in condizioni minime di “decenza”. Rileviamo quindi varie contraddizioni nella risposta avuta dall’amministrazione con Pec del 24 novembre 2022.

Ci fa sorridere - a denti stretti - la soluzione che l'amministrazione comunale, nella persona del Sindaco, ritiene più idonea: destinazione ad uso commerciale, mediante concessione dell’immobile. Il Servizio Patrimonio sta lavorando ad apposito bando, senza indicare le tempistiche di pubblicazione, (nel frattempo ricordiamo sono trascorsi più di 3 anni). Bando nel quale verrà precisato che il concessionario dovrà procedere con la sistemazione di una difformità edilizia, non dipendente da lui, fermo restando i lavori a scomputo e la possibilità di richiedere la sanatoria, sempre a cura del concessionario, i cui esiti dovranno comunque intendersi condizionati alla autorizzazione da parte di Ferrovie Italiane.

E’ evidente la totale mancanza di interesse che l’amministrazione ha su questa parte della città e, viste le risposte ricevute, ci riserviamo di intraprendere le opportune iniziative (anche legali) a tutela di un bene pubblico e della sicurezza dei cittadini.

Redazione
© Riproduzione riservata
05/12/2022 17:34:38


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