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Ora basta: in Umbria un esercito di lavoratori irregolari e imprenditori-fantasma

Persone che operano nel sommerso, senza pagare le tasse e senza rispettare le regole

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Un esercito di 48mila persone tra lavoratori irregolari e imprenditori-fantasma, vale a dire soggetti che in Umbria operano nel sommerso, senza pagare le tasse e senza rispettare le regole cui tutti gli altri sono rigorosamente sottoposti. La definisce una “inaccettabile concorrenza sleale” Mauro Franceschini, il presidente per l’Umbria di Confartigianato, l’associazione che ha curato il report a livello nazionale. Secondo gli ultimi dati Istat, le unità di lavoro non regolari in Italia sono 3 milioni e 586mila. Un milione di questi sono unità indipendenti.

L’analisi territoriale evidenzia che nel 2019 il tasso di irregolarità degli occupati a livello regionale è massimo nel Mezzogiorno e pari al 17,5% mentre al Centro-Nord si attesta sul 10,7% con il valore più basso di 9,2% nel Nord-Est. In Umbria, in particolare, gli occupati non regolari sono stimati in 48mila per un tasso di irregolarità al 13%. Lo studio di Confartigianato stima anche il numero degli indipendenti irregolari per provincia. A Perugia sono 12.800 per un tasso di irregolarità del 14,6%. A Terni 3.900 per un tasso di irregolarità del 14,6%. “I rischi maggiori di infiltrazioni abusive li corrono le imprese artigiane che operano nei settori della meccanica e dei servizi alla persona, in particolare dell’acconciatura e dell’estetica - evidenzia il presidente Franceschini - qui il fenomeno dell’abusivismo è più esteso perché sono settori che non richiedono grandi investimenti iniziali e che non hanno bisogno di particolari autorizzazioni per poter essere effettuati. I controlli sono complicatissimi, basti pensare alla parrucchiera che opera a domicilio, quasi impossibile dimostrare la sua attività illegale. Abusivi che si spacciano per imprenditori a danno di chi, invece, paga le tasse e rispetta le regole. Basti pensare a quelle per lo smaltimento dei rifiuti cui sono sottoposte, per esempio, le stesse parrucchiere”.

Il sommerso produce effetti distorti sul sistema di prelievo, generando un aumento della pressione tributaria e contributiva a carico dei contribuenti onesti. A peggiorare la situazione, evidenzia Franceschini, anche il reddito di cittadinanza che sta spingendo molti a lavorare in nero per non rinunciare al sussidio.
Per questo Confartigianato ha lanciato la campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”: l’obiettivo è quello di sensibilizzare il committente finale a scegliere l’affidabilità e l’onestà delle imprese regolari. Per Confartigianato serve tolleranza zero verso un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori come anche recenti fatti di cronaca purtroppo evidenziano. 

Notizia tratta dal Corriere dell'Umbria
© Riproduzione riservata
08/05/2022 07:12:40


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