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Mascherine: quali scegliere, tipologie, quando usarle, quanto durano

Le diverse tipologie risultano moltodiverse tra loro e con diversi tipi di sicurezza

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Rassegnamoci all'idea: le mascherine protettive ci terranno compagnia ancora a lungo, e senza alcun dubbio saranno fondamentali durante quella che tutti quanti ormai conosciamo come Fase 2 dell'emergenza sanitaria. Stando a quanto rilevato dagli studiosi internazionali nel corso di questi mesi, d'altronde, il Covid-19, alias il coronavirus che ha paralizzato l'intero pianeta, tende a propagarsi soprattutto attraverso le goccioline di saliva che fuoriescono da naso e bocca – quando starnutiamo, per esempio, o anche più semplicemente quando parliamo. Coprire il volto con una mascherina, in questo senso, ostacola il passaggio delle goccioline, ed è per questo che diversi governatori regionali hanno deciso di renderle obbligatorie per chiunque esca dalla propria abitazione. Attenzione, però, perché si fa presto a parlare di mascherine: le diverse tipologie risultano molto, molto diverse tra loro, con diversi tipi di sicurezza, di durata e di conseguenza anche di costo. Vediamo insieme come distinguerle e, rifornimenti permettendo, come sceglierle.

Mascherine di stoffa

Sono quelle in assoluto più semplici da reperire, ed eventualmente anche da cucire in totale autonomia tra le mura di casa. Attenzione, però, perché la loro efficacia – proprio come quella di foulard e sciarpe da porre davanti a naso e bocca - è stata generalmente stimata intorno a un modesto 30% rispetto alle mascherine vere e proprie. Morale: la mascherina di stoffa, lavabile e riutilizzabile, garantisce comunque un minimo di protezione, soprattutto perché limita eventuali emissioni di goccioline di saliva. Ma non è di certo la soluzione più sicura, perché difficilmente può aderire bene al volto e perché non è dotata di particolari filtri in grado di respingere il virus.

Mascherine chirurgiche

Quelle che le regioni si stanno impegnando a distribuire in questi giorni alla cittadinanza sono le mascherine chirurgiche, formate da due o più strati di tessuto non tessuto (in gergo tecnico Tnt) costituito da fibre di poliestere o polipropilene. Sono state chiamate anche «mascherine altruiste», poiché riescono a contenere il 95% di eventuali virus in uscita, ma - purtroppo - non riescono a essere altrettanto efficaci con l'aria in entrata. Insomma, chi le indossa raramente potrà infettare gli altri in caso di positività, ma avrà comunque una protezione relativa – sempre intorno al 30% - contro il virus proveniente dall'esterno. Saranno probabilmente quelle più facili da reperire in farmacia nelle prossime settimane: attenzione solo alla certificazione di produzione, che dovrà garantire la traspirabilità, la filtrazione batterica e la resistenza agli schizzi liquidi. In questo caso si tratta di un prodotto generalmente usa e getta: in queste settimane di scarsa reperibilità sono state fornite istruzioni per sanificare questo tipo di mascherina e poterla riutilizzare, ma è necessario comunque non superare i 7-10 giorni, avendo cura di controllare con attenzione che non siano presenti strappi o simili sulla sua superficie.

Ffp 1, 2 e 3

Le maschere di protezione respiratoria – divenute ormai note in queste settimane – indicate con la sigla Ffp (acronimo di Filtering Facepiece Particles) sono dispositivi di protezione respiratoria di alta qualità, adatti all’ambito professionale e generalmente più duraturi delle alternative usa e getta. Progettate per proteggere i lavoratori contro le polveri e le particelle fini, possono servire anche a ridurre drasticamente le possibilità di contagio. Già le Ffp1 garantiscono una protezione del 72% sia in entrata sia in uscita. E la sicurezza aumenta ulteriormente per i modelli più avanzati, con le Ffp2 e le Ffp3 rispettivamente al 92 e al 98%. Essendo protezioni pensate espressamente per attività professionali a rischio medio-alto, però, richiedono qualche attenzione in più per essere indossate nel modo corretto. Attenzione, però, ai modelli dotati di valvola: pensati soprattutto per industrie e cantieri, garantiscono sì una notevole efficacia di filtrazione per l'aria in entrata, ma non per quella in uscita. Ciò significa che un paziente positivo al Covid-19 rischia di contagiare altre persone indossando una maschera dotata di valvola.

Notizia e Foto tratte da Tiscali
© Riproduzione riservata
16/05/2020 06:57:25


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