Opinionisti Maurizio Bragagni

Domenico and I

Lettera 9: “L’appello di Michael Gove che tutti noi dovremmo ascoltare”

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Da oggi e per circa 15 settimane, pubblicherò i dialoghi e le corrispondenze con Domenico Aiello, preparatevi al meglio. Una corrispondenza epistolare degli ultimo anni, le lettere non sono in ordine di tempo, anche se il senso temporale sarà dato dalla numerazione.

Domenico and I, come si chiama questo capitolo della mia vita, racconta degli ultimi 5 anni dalla discesa in campo nella politica nazionale, con sua velocissima risalita, o come dice Domenico, mia veloce ritirata, agli eventi dovuti al lockdown e alla pandemia. Domenico ed Io, Abbiamo condiviso un percorso di circa 27 anni, dai tempi universitari. Eravamo infatti candidati insieme nella politica universitaria Pisana, fino all’avventura della mia candidatura al Senato, ed oggi insieme nella fondazione che ci vede sostenere l’idea di democrazia, ed educazione, in un mondo che considera questi ideali superflui.  Si tratta della narrazione di fatti che ci accadono e di cui siamo stati protagonisti, visti con gli occhi di chi come noi è rimasto sempre

Lettera 9: “L’appello di Michael Gove che tutti noi dovremmo ascoltare”

Caro Domenico,

ti scrivo di nuovo nel ricordarti che le situazioni sono identiche in ogni paese. Michael Gove, Chancellor of the Duke of Lancaster, e membro importante del partito conservatore del governo Boris Johnson, ha lanciato un appello, con un'analisi meravigliosa di 65 pagine, tra le altre cose un'analisi che inizia con una citazione di Antonio Gramsci: "La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati". Nella sua fredda analisi della situazione sottolinea come la politica di tutti i governi stia fallendo proprio perché l'affidarsi del popolo ai politici è venuto meno. È venuto meno il fatto che il governo sia quello dei migliori, il fatto che i politici siano in grado di rispondere a quelli che sono i cambiamenti che la gente sta affrontando. C'è una discrasia enorme tra la politica e il popolo, e lui stesso lo analizza e dice che se non c'è un cambiamento, il rischio enorme è quello di fallire, di essere rimossi, in maniera violenta come durante la rivoluzione francese o in maniera meno violenta tramite le elezioni, ma di consentire a un populismo di incapaci di andare al potere. Egli sottolinea come la cultura del governo in tutte le parti del mondo sia ostile al rischio, all'avventura, alle sperimentazioni e alle novità. Per questo motivo e a maggior ragione necessario implementare nuove forme. Michael Gove stesso dice "noi dobbiamo onestamente accettare che affrontare la crisi significa cambiare" e riporta un'analisi fatta negli anni '30 da FDR, che identificava tre criticità nel sistema: la prima priorità è fare dell'uomo dimenticato la vittima della crisi delle ineguaglianze, poi trasformare il governo per far sì che le forze del bene arrivino al comando, e infine sperimentare ed esplorare diverse rotte della crisi per uscire da essa, sottolineando sempre il rischio da prendere. Occorre un enorme cambiamento culturale, poiché altrimenti questa crisi profondissima in cui noi tutti siamo coinvolti, una crisi economica, culturale, una crisi dell'umano porterà conseguenze simili a quelle che la crisi degli anni '30 ha portato. Michael Gove descrive questa crisi come tradizionale della politica, dei partiti (che si stanno distruggendo), che attraverso il protezionismo, attraverso le barriere, sta ideologicamente polarizzando e dividendo famiglia e società, generando un conflitto internazionale sulle nuove tecnologie, e offrendo espansioni reali di opportunità soltanto per le classi più abbienti.

Per evitare che si possa verificare tutto quello che ha generato la crisi del 1929, dunque una guerra mondiale e una divisione del mondo, che oggi si trasformerebbe in una guerra commerciale, con la fine del WTO e la fine della possibilità di un'economia globale, noi dobbiamo per forza ripartire da chi è stato dimenticato, dai bisogni di coloro che sono stati dimenticati e ridare vitalità a tali bisogni rimettendo al centro dell'attenzione l'ascolto di questi bisogni. Noi lo diciamo sempre con la nostra fondazione Esharelife www.esharelife.org , che significa condividere la vita nel mondo digitale. Il coronavirus ci ha fatto vedere con chiarezza che siamo tutti sotto lo stesso cielo, sotto lo stesso destino, e dunque dobbiamo aiutarci, e lo possiamo fare solamente condividendo le nostre vite, ascoltando i bisogni degli altri e costruendo insieme una società migliore. Soltanto in questo modo riusciremo ad evitare i danni degli anni '30 e '40 che portarono l'Europa e il mondo vicino a un baratro.

Domenico Aiello e Maurizio Bragagni campagna elettorale 2018

Chi è Domenico Aiello?

https://www.consulenzaperimprese.it/chi-sono

"Chiunque ha talento. Raro è il coraggio di seguire quel talento nel luogo ignoto a cui conduce"  (Erica Jong)

Mi presento. Mi chiamo Domenico Aiello e sono un professionista che opera come consulente nell'Area Controllo di gestione, esperto nel supportare lo sviluppo di organizzazioni e la gestione di processi complessi.  Ho 45 anni e ne ho spesi 20 lavorando all'interno di contesti diversi tra cui Studio di Consulenza Direzionale Di Michele (Firenze), Cartiere Etruria Srl (Empoli), Ksolution Spa (Gruppo Ed. Espresso-Pisa), CLEA Spa (Olbia).Aziende, organizzazioni e culture molto differenti tra loro, eterogenee nello stile di management, nel modo di condurre il business, di stare sul mercato, di gestire l’organizzazione e le persone. Esperienze che mi hanno arricchito della loro diversità, un elemento fondamentale per la crescita e l’evoluzione.In Sardegna stiamo vivendo un tempo in cui, da una parte assistiamo alla nascita di imprese altamente tecnologiche, dall'altra osserviamo le imprese storiche affrontare il difficile momento del passaggio generazionale. Nel 2017 ho intrapreso la strada dell’attività di consulenza con il desiderio di mettere la mia esperienza al servizio degli imprenditori della mia zona. Ho avuto l’opportunità di sviluppare progetti per imprese diverse in settori quali Informatica, Servizi Turistici, Sughero,  GDO, Alimentari, No-Profit. Sono nato  in Calabria nel 1974, ho studiato Economia a Pisa e dopo diverse esperienze di lavoro in “continente”, nel 2005 la vita mi ha portato in Sardegna, in Gallura, dove vivo con mia moglie e mia figlia.  Sono impegnato in attività no-profit di cui gestisco la parte amministrativo-gestionale come Presidente del Banco di Solidarietà “P. Tamponi” di Calangianus e Vice-Presidente della Fondazione Esharelife di Londra.

Foto di repertorio Maurizio Bragagni e Domenico Aiello 1995

Redazione
© Riproduzione riservata
27/03/2021 06:35:18

Maurizio Bragagni

Maurizio Bragagni - Maurizio Bragagni classe ‘75, sposato con 4 figlie, ha frequentato il Liceo Piero della Francesca a Sansepolcro per poi laurearsi in legge. Finiti gli studi entra nel mondo del lavoro all’interno della Tratos di Pieve Santo Stefano, iniziando una carriera ricca di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti. Attualmente oltre ad essere l’amministratore delegato Tratos Uk Ltd è Console Onorario della Repubblica di San Marino in Gran Bretagna, Vice Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Londra, Governatore del Regent Group University and College of Uk e Membro del Management Strategy Board (MSB) International Electrotechnical Committee (IEC) a Ginevra. E’ fondatore della Fondazione Esharelife, una organizzazione di beneficenza creata per aiutare alcune delle aree più svantaggiate del mondo. Il Presidente della Repubblica Mattarella lo nomina nel 2018 Cavaliere della Repubblica. E’ un’ imprenditore, editorialista di temi politico ed economici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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