Opinionisti Maurizio Bragagni

Il muro di filo Spinato Europeo

Racconterò il Brexit, come l’ho visto io.

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Ho deciso di pubblicare i miei diari di quei giorni a puntate. Essendo soggetto al Chatham House rule, non posso associare i dialoghi alle persone che li hanno detti. Non posso dire Mr X ha detto che, ma posso raccontare cosa si è detto discusso. Ricostruirò i pensieri di conversazioni avute durante quei giorni del Brexit, in forma di prosa, raccontando gli umori, i pensieri dei Conservatori, o meglio di un gruppo di Conservatori coinvolti nel referendum dalla parte del Remain. Mostrerò come tutti siamo uomini, con le nostre forze e debolezze, e come una partita così importante per l’Europa fu decisa.

A distanza di 4 anni da quel famoso 23 giugno 2016 in cui il popolo Inglese ha tagliato il cordone con l’Europa di Maastricht, la mia mente ripercorrere le tappe di quei giorni.

Ricordo ancora quella giornata, coincideva con il funerale della mia cara nonno Marina, una telefonata verso le 8 di sera:

A:“Ufficio centrale della campagna Remain.  Dott Bragagni...”

MB:“Sí!”

MB: “Ciao”

A: “Ciao, Maurizio, (voce serena ma grave)

ho saputo della tua cara nonna, condoglianze….. Spero di rivederti al tuo rientro, avremo tempo, se perdiamo….., come sembra,....... Ci sarà un nuovo governo……., e avrò più tempo per lunghe conversazioni filosofiche con gli amici.

(tono di voce pacata e limpida)

Saluta Alessandra da parte di mia moglie e mia. Buon rientro!”

MB “ Un momento!....

Non c’era più nessuno all’altro capo. Ancora il risultato non era stato svelato e già dalle prime ore della giornata referendaria, lo sconforto aveva preso tutto il team del Remain. Come era possibile che David il conquistatore, il bello, l’affascinante David Cameron (DC), che aveva riunito tutte le anime del Conservatorismo tradizionale, dai seguaci di  Disraeli l’autore del One National party, alle fasce più estreme di destra fino al centrosinistra di Greg Clarke, consentendo al partito dopo 20 anni di opposizione di tornare a vincere, avesse perso la sfida referendaria contro BOJO (Boris Johnson)?

Il messaggio era chiaro, la campagna Remain, la campagna della paura futuro ignoto non aveva mosso le coscienze. In compenso la campagna della propaganda del Exit, del così detto Brexit aveva fatto breccia sulle masse del nord Inghilterra, dentro il muro rosso, dentro i socialisti, dentro le case degli operai e contadini, aveva vinto le masse. La gente aveva paura del proprio presente, la gente aveva paura di Mohamed, di Tautapolitus, del Sig. Bianchi, aveva paura dell’emigrante.

E’ così il Brexit o Remain si è giocato su due sponde diverse: l’una la paura di cambiare lo Status Quo, Remain; l’altra di mostrare uno status quo lacerato e incapace di rispondere alle paure degli inglesi, dal timore economico, alla paura dell'immigrazione incontrollata. In questo l’Europa con la sua tracotanza francese, or middle europea, non ha aiutato per nulla, ha mostrato le sue debolezze. La narrativa dell’Europa dei Popoli non esiste, o meglio esiste per me e te, idealisti, sognatori, romantici rimasti., ma non a Bruxelles. Nel cuore del potere Europeo, si respira solo interesse e denaro.

Nelle settimane prima, Io come altri non facevamo altro che fare la staffetta tra Bruxelles, Londra e Roma, un sali e scendi frenetico, che personalmente continuai negli anni successivi, fino ad essere a Firenze con Theresa May, quando il PM fece il famoso discorso di Firenze.

Durante uno di questi viaggi al Parlamento Europeo, ricordo la discussione con alcuni deputati, i quali mi raccontavano la fatica di seguire i lavori parlamentari sballottati come erano tra le vari sede del Parlamento. “La sede del Parlamento europeo si trova a Strasburgo, la maggior parte delle attività delle commissioni parlamentari si svolge a Bruxelles, mentre il segretariato generale dell’istituzione è a Lussemburgo. Il vertice di Edimburgo, nel 1992 e il trattato di Amsterdam, nel 1999, hanno sancito questo stato di fatto. Una tale suddivisione ha ragioni storiche, ma non sempre risulta semplice da gestire sul piano pratico (Fonte ufficiale Parlamento Europeo).” 

Ingenuamente gli chiesi se non fossero preoccupati del prossimo referendum Inglese, le loro risate risuonano ancora nella mia testa.

“Caro Maurizio, grande industriale ma di politica non ne sai nulla. E’ solo fumo per ottenere qualcosa di più, gli verrà concesso qualche sconto sulla bolletta Europea, e vedrai il Referendum non si farà mai. Il tuo capo sa meglio di tutti che Uk fuori dall'Europa è un pesce fuori dall’acqua, subito dopo muore.”

Non mi convinse per nulla, ribattei facendogli presente che il PM aveva annunciato che ci sarebbe stato, e che quindi prima o poi si sarebbe fatto, che la Gran Bretagna non era l’Irlanda, la Francia, l’Italia che fatto un referendum il governo ne poteva disattendere il risultato, ma che il risultato sarebbe stato implementato, anche se era solo un referendum consultivo senza vincolo per il Parlamento.

Il sorriso sui loro volti rimase lì stampato, sembravo un alieno. Non sembravo lo ero. L’aria del potere Europeo, era talmente penetrata in quelle menti, che ne erano ubriachi. Non vedevano nulla fuori da quella sfera.

Ricordo che la sera rientrai nel mio Hotel di Sir rocco Forte nel centro di Bruxelles a quattro passi dalla sede Europea, e invece di fare le vie principali, feci alcuni vicoli laterali, le luci e i bei Palazzi del potere, lasciavano spazio a vicoli, con case abbandonate, e quelle aperte abitate da immigrati, sembrava di essere a Casablanca nella kasbah e non nel centro di una città cristiana Europea.

Rientrato in albergo il portiere belga, mi rimproverò, “ dott Bragagni a quest’ora di notte, non si frequentano le vie laterali, sono pericolose, abbiamo troppo immigrati.”

Lo guardai con timore, per il rimbrotto ricevuto e con  stupore.

Fissai il cartellino, che teneva sulla giacca, lessi il cognome, era belga di seconda generazione, figli di emigranti anche lui, ma che non accettava la nuova ondata migratoria fuori europa.

La mattina dopo, un’altra doccia fredda, scesi presto per la colazione nel mio Hotel, al tavolo accanto alti funzionari della Banca Centrale Europea, e membri delle Banche Centrali Nazionali, che discutevano degli impatti del Brexit sull’Europa: “nessun impatto il Brexit non ci sarà, la solita alzata pre elettorale inglese, Cameron vuole essere ricordato come la Thatcher che torno da Bruxelles con un assegno in tasca.”

Questa volta, la mia domanda  non provocò nessun sorriso, o ilarità fu semplicemente e gentilmente archiviata con: non si farà, non serve discuterne, si tranquillizzi.

Nel pomeriggio, con il mio seguito presi il treno Bruxelles Londra.

Per evitare di incontrare i membri del Parlamento Europeo Inglesi, viaggiai in seconda classe. Si sa l’Europa del Potere è generosa con i suoi funzionari prima classe per tutti.

Tutti devono stare bene, per non votare contro l’Europa.

Da finestrino vidi le campagne francesi, poi all’approssimarsi a Calais, la vista fu disturbata da alte recinzioni  ai margini dei binari, la cosa non mi tornava. Eravamo su un treno veloce, quindi servono barriere per evitare la possibilità di accedere ai binari, ma perché recinzioni così alte e il filo spinato all’estremo? Lo chiesi al controllore, mi fece notare anche la vigilanza armata all’approssimarsi al tunnel sotto la manica, e le triple linee di protezione. Erano per evitare che gli immigrati non regolari giunti in Europa dall’Africa, potessero entrare in Gran Bretagna.

Capii che ero un marziano. Avevano ragione i deputati Europei. Eravamo su due mondi distinti.

Mentre il potere a Bruxelles viveva su un mondo di alloro, il mondo vero si difendeva, gli europei avevano paura degli immigrati, pur essendo loro stesso dei migranti.

Avevamo perso.

La Gran Bretagna sarebbe uscita.

Quando ricevetti la chiamata dal quartier generale, ripresi con la mente il viaggio di alcune, settimane prima, e mi ripetei: La Gran BRetagna esce.

Dopo la sconfitta di quella notte, elettorale, non ci fu nulla da dire.

Ricevetti un whatsapp: DC, come affettuosamente viene appellato David Cameron tra gli amici, domani mattina parla alla nazione, si dimette. Preparati.

Incontrai DC solo un anno dopo il Brexit,  ad un pranzo all’Oriental Club organizzato da Richard Harrington, deputato, per lanciare il prossimo libro di DC. David non tralasciò trasparire nessuna emozione o risentimento, sobrio come sempre agli eccessi, educato al potere e alle sue regole, ammise la sconfitta, sostenne la politica di Theresa May, e il suo difficile compito, non una parolo contro nessuno. Mentre lo osservavo discutere e pranzare, con il suo solito charme, vedevo una luce diversa negli occhi, la luce di un’uomo in cerca di autore.

Maurizio Bragagni
© Riproduzione riservata
29/05/2020 11:31:19

Maurizio Bragagni

Maurizio Bragagni - Maurizio Bragagni classe ‘75, sposato con 4 figlie, ha frequentato il Liceo Piero della Francesca a Sansepolcro per poi laurearsi in legge. Finiti gli studi entra nel mondo del lavoro all’interno della Tratos di Pieve Santo Stefano, iniziando una carriera ricca di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti. Attualmente oltre ad essere l’amministratore delegato Tratos Uk Ltd è Console Onorario della Repubblica di San Marino in Gran Bretagna, Vice Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Londra, Governatore del Regent Group University and College of Uk e Membro del Management Strategy Board (MSB) International Electrotechnical Committee (IEC) a Ginevra. E’ fondatore della Fondazione Esharelife, una organizzazione di beneficenza creata per aiutare alcune delle aree più svantaggiate del mondo. Il Presidente della Repubblica Mattarella lo nomina nel 2018 Cavaliere della Repubblica. E’ un’ imprenditore, editorialista di temi politico ed economici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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