Opinionisti Giacomo Moretti

Come fosse sparita la Valtiberina

È un periodo triste, un periodo che sta provando tutti noi

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Da qualche tempo assistiamo a tristi dati: persone decedute a seguito dell’epidemia da COVID-19.

In queste ultime settimane abbiamo visto scene che mai avremmo immaginato di vedere. Attualmente stiamo vivendo la fase discendente della famigerata “curva di contagio” e della curva dei deceduti che, anche oggi, l’impietoso bollettino giornaliero emesso dal Dipartimento della Protezione Civile comunica essere di poco sotto le 200 persone.

Numeri. Però dietro a quei numeri ci sono delle vite, delle storie che si concludono in maniera così drammatica.

È un periodo triste, un periodo che sta provando tutti noi.

Però, il succedersi di questi numeri non deve farci perdere l’umanità. Talvolta vediamo questi numeri come fossero solo una questione di matematica.

In fondo lo è, e ciò serve a capire lo sviluppo dell’epidemia anche al fine di consentire alle autorità preposte di assumere le decisioni necessarie.

Ma il problema resta da inquadrare nel dramma umano che stiamo vivendo.

Un dramma che riguarda non solo coloro che ci hanno lascito, ma anche la sofferenza degli affetti che hanno visto la scomparsa di una persona cara.

Due questioni sono state oggetto della mia riflessione. La prima relativa alla cura a base di plasma iperimmune. Plasma delle persone che guarite dal COVID-19 contiene gli anticorpi idonei per il trattamento del virus. Non mi voglio addentrare su questioni mediche per le quali non ho alcuna competenza, però una cosa mi viene da dirla.

Mentre il plasma è un bene finito, nel senso che non è illimitato, le lacrime dei parenti delle vittime forse purtroppo lo sono.

Quante lacrime prodotte in Italia, quante nel mondo.

Talvolta pensiamo che certi drammi sono lontani da noi, prima era solo una questione cinese, poi solo veneta, poi lombarda, poi è diventata presente nel nostro quotidiano.

A Gennaio abbiamo visto i canti dai palazzi delle città cinesi, pochi mesi dopo in quei palazzi c’eravamo anche noi.

Impossibile guardare in modo distaccato queste notizie.

Mentre scrivo la Protezione Civile comunica che il dato complessivo ufficiale dei deceduti a seguito dell’epidemia in Italia corrisponde a 32.169 persone. È come se la Valtiberina fosse sparita, come se la vita che vediamo tutti i giorni nella nostra splendida terra fosse stata portata via.

Declinato così, il dato numerico scompare del tutto per tradursi con forza nella realtà difficile che stiamo affrontando.

Però da poche ore è iniziata la “Fase2”, quella delle riaperture.

Riaprire è giusto perché non siamo fatti per stare chiusi nelle nostre case, però ripartiamo seguendo le regole. Ora come non mai fuori casa nostra c’è una bestia. Una bestia che sconfiggeremo tutti insieme, ma per farlo serve intelligenza e costanza.

Sono certo che insieme ce la faremo e ci riprenderemo le nostre vite e la nostra libertà.

Giacomo Moretti
© Riproduzione riservata
20/05/2020 09:25:41

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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