Opinionisti Maurizio Bragagni

Covid 19: la fine del mercato globale? La fine del lavoro?

Dobbiamo convivere con questo fenomeno per un’anno circa

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Si è molto discusso in questi giorni a varii livelli, che il Covid 19 sia la fine del capitalismo, della globalizzazione, dell’Europa. Discussioni che ovviamente stanno rianimando i rigurgiti nazionalistici ‘900, buono solo per i nostalgici in fez. Io stesso ho partecipato a vari seminari per cercare di dare una risposta su questo fenomeno. Esattamente il 30 di aprile ore 4.00 Londra, sarò in diretta su zoom per discutere , la globalizzazione continua ad essere un’opportunità oppure no. Chi volesse può seguirci su Zoom

https://zoom.us/webinar/register/1715874904460/WN_28CLfxlWRUWVnlL8Sb75Kw?utm_source=Tratos+Salesforce+-+All+contacts+2020-03-21&utm_campaign=738afe17d6-EMAIL_CAMPAIGN_2020_04_23_03_14&utm_medium=email&utm_term=0_7639879d31-738afe17d6-227207604

Prima di analizzare questi punti specifici vorrei omaggiare tutti i lavoratori che in queste settimane continuando a fare il loro dovere, hanno consentito tutti noi di essere sicuri a casa. A tutti Voi! Grazie. Tra poco si avvicina la festa del Lavoro, e mai come oggi, questa festa deve essere sentita come la festa degli Eroi, di tutti i lavoratori, dagli operatori del settore sanitario, ai lavoratori nelle fabbriche, ai lavoratori agricoli, artigiani, ect. che con le loro attività hanno mandato avanti questa emergenza. Grazie!

In secondo luogo vorrei chiarire le inesattezze dette un pò da tutti, prima di procedere con l’analisi.

In primis, il Covid19 non è terminato in 15 giorni. Ci ricordiamo le frasi:”chiudiamo tutto per 15 giorni e poi si riparte”. Il Covid19 è un fenomeno, che fino all’uscita del vaccino, continuerà ad essere  presente nelle nostre vite e ad influenzarle.

In seconds, finita la prima fase del contagio, verso la fine di giugno, abbiamo , se non arriva un vaccino, il 66% di probabilità di riavere una fase due verso settembre/ ottobre di quest’anno (immagine intensità dell’emergenza Sanitaria, fonte Tecnè rapporto 2074 Aprile 2020). Quindi il Covid sarà con noi per circa un’anno da oggi, se tutto va bene.

Dico questo non per voglia di spaventare, ma per desiderio di informare ed insieme discutere.

E’ evidente che stando così le cose, non possiamo restare in casa, rintanati per sempre. E’ evidente che il sistema non regge. Quindi? Dobbiamo convivere con questo fenomeno per un’anno circa.

Perché conviverci? Semplice guardiamo dove siamo oggi.

Analizziamo innanzitutto gli effetti non del Covid19, ma delle politiche del Governo o dei Governi includendo gli altri Paesi Europei, per contenere la diffusione del Covid19

 

Nel giro di 3 mesi la capacità produttiva è crollata del 26%, cioè esattamente quanto perso in 4 anni di recessione dal 2008 al 2012 (immagine Attese sulla situazione economica dell’Italia per i prossimi 12 mesi, fonte Tecnè rapporto 2074 Aprile 2020).

Le stime di perdita di PIl in % sul 2019 è del -10,4% se l’ emergenza al 15 giugno termina a giugno, con una perdita di 186 miliardi di Euro (immagineStime MAcro-Economiche Italia, fonte Tecnè rapporto 2074 Aprile 2020)

 

Se vogliamo paragonare la situazione dei maggiori nostri partner Europei e Americani, vediamo che la situazione è identica per tutti  (immagine Stime del Più di Alcuni dei principali paesi del mondo, fonte Tecnè rapporto 2074 Aprile 2020).

Cosa significa? Non possiamo aspettare di uscire dall’emergenza Covid19 per riaprire. Per essere chiari non possiamo attendere il vaccino, per riaprire, altrimenti sarà troppo tardi per moltissime imprese e famiglie, già oggi allo stremo delle forze.

Molti di noi non si rendono conto della situazione di indigenza in cui versano molte famiglie Europee. Il Banco Di Solidarietà di Italia, Spagna, Francia ha fatto collette straordinarie per tentare di soddisfare il fabbisogno di chi non ha nulla, o meglio ha perso tutto dalla chiusura.

Dobbiamo convivere con il Covid19, implementare le misure di sicurezza necessarie e tornare a lavorare.

 

La globalizzazione è finita?

Durante questo periodo di quarantena globale,  il mercato globale ha visto un calo di scambi del 45% ma la globalizzazione è quello che ha consentito a tutti noi di avere una relativa confortevole quarantena. Amazon ha continuato a consegnare pacchi, le aziende tedesche hanno continuato a produrre per il mercato interno e per l’esportazione. Quello che è temporaneamente fermo è il movimento di persone, ma non lo scambio delle merci. La globalizzazione e la standardizzazione internazionale ha consentito che machine respiratorii fossero disponibili a livello globale. Pensare che l’integrazione mondiale possa essere fermata senza conseguenze dirette per la vita di ognuno di noi, è un’illusione. Il mercato globale ci ha aiutato. Così come essere inseriti in Europa ha consentito che politiche comunitarie come l’acquisto di macchinari da parte dell’Unione agevolasse anche la nostra vita. LA guida di questo mondo di scambi è il capitalismo, o meglio l’attività imprenditoriale dei singoli, per il raggiungimento dei propri talenti. La libertà fondamentale è la libertà di espressione. Il capitalismo è l’espressione dei talenti, il giudice siamo noi, con l’acquisto del prodotto, che è stato generato da tali talenti.  Il capitalismo consente la realizzazione dei talenti, e il giudizio tramite il successo basato sul successo economico.

Ci dobbiamo domandare Cosa succederebbe se Capitalismo, Europa e globalizzazione venissero meno. Invece di immaginare vediamo storicamente cosa eravamo senza questi tre pilastri della nostra vita.

Andiamo per ordine e rimuoviamo un fattore alla vota partendo da dove siamo:Italia 2020. Eliminando la globalizzazione torniamo all’Italia del 1992, un Paese in piena recessione e crisi economica. Poche grandi famiglie possiedono tutto il patrimonio italiano. Rimuoviamo anche il fattore Europa, torniamo all’Italia del 1948,  un’Italia appena uscita perdente da un guerra mondiale, totalmente distrutta. Sempre poche famiglie possiedono tutto e noi siamo costretti ad emigrare in America, non in Europa dove siamo cittadini. Se rimuoviamo il fattore capitalismo, torniamo nell’Italia del 1938, il corporativismo è il sistema vincente, le libertà sono a zero, e molti sono costretti ad emigrare per sfamare le famiglie.

Attenti a cosa desiderate che qualora si avverasse il vostro desiderio potreste pentirvene amaramente.

E’ evidente che ci sono state delle deformazioni come l’offshore il trasferimento di imprese all’estero e la perdita di posti di lavoro, ma il Covid19 ha chiarito che questa è una scelta sbagliata, serve mantenere le imprese dentro il Paese, quindi consentirgli di vivere. In altre parole serve una tassazione agevolata. Siamo in competizione globale, dobbiamo non aver paura di questa sfida ma adattarci e vincerla. Insieme ce la faremo, legati con l’Europa e il Mondo.

Redazione
© Riproduzione riservata
02/05/2020 07:33:38

Maurizio Bragagni

Maurizio Bragagni - Maurizio Bragagni classe ‘75, sposato con 4 figlie, ha frequentato il Liceo Piero della Francesca a Sansepolcro per poi laurearsi in legge. Finiti gli studi entra nel mondo del lavoro all’interno della Tratos di Pieve Santo Stefano, iniziando una carriera ricca di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti. Attualmente oltre ad essere l’amministratore delegato Tratos Uk Ltd è Console Onorario della Repubblica di San Marino in Gran Bretagna, Vice Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Londra, Governatore del Regent Group University and College of Uk e Membro del Management Strategy Board (MSB) International Electrotechnical Committee (IEC) a Ginevra. E’ fondatore della Fondazione Esharelife, una organizzazione di beneficenza creata per aiutare alcune delle aree più svantaggiate del mondo. Il Presidente della Repubblica Mattarella lo nomina nel 2018 Cavaliere della Repubblica. E’ un’ imprenditore, editorialista di temi politico ed economici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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